I giochi nel Sacro Impero Vaticano (SIV)
Nel Sacro impero Vaticano vengono praticati diversi giochi, alcuni giocati con le carte come Poker o Macchiavelli, altri su tavole, come Scacchi o Acies. Gli scacchi sono sopravvissuti alle Grandi Detonazioni e sono perlopiù appannaggio del clero, mentre Acies è giocato soprattutto dal popolo del SIV e si è rapidamente diffuso anche tra i barbari, grazie ai Piacenti che lo hanno esportato oltre le mura.
ACIES
La leggenda vuole che, vent’anni prima della proclamazione dell’Impero, un cardinale di passaggio a Monpasso si fermasse in una locanda del posto. Varcata la soglia, scorse due uomini intenti a confrontarsi su una singolare scacchiera, con pedine colorate schierate ai quattro angoli. Venne così a sapere che l’invenzione risaliva ad alcuni anni prima ed era opera del figlio dell’oste, all’epoca poco più di un bambino. Scovata una vecchia tavola da gioco rotta tra le macerie, il ragazzino aveva iniziato a improvvisare con tappi e soldatini, stabilendo le regole di movimento per i suoi piccoli eserciti e, in seguito, aveva tracciato una griglia più ampia su un asse di legno. Giorno dopo giorno il passatempo si era evoluto, fino a diventare un’abitudine irrinunciabile per gli avventori del locale.

Il prelato ne rimase così affascinato da annotarsi ogni dettaglio e, una volta rientrato a Nuova Roma, commissionò una scacchiera identica con i relativi pezzi per poter giocare. Da quel momento la novità prese piede con rapidità fulminea, conquistando soprattutto il popolo. Nel giro di poco, non rimase taverna, osteria o bettola entro le mura vaticane che non ne avesse una a disposizione.